Edizione 2017/2018

Daniele Nannuzzi è un direttore della fotografia italiano, figlio dell’autore della fotografia Armando Nannuzzi e presidente dal 2012 dell’Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica (A.I.C.). Comincia a lavorare come assistente del padre nel film Incompreso (1966), di Luigi Comencini e da lì inizia la sua carriera. Lavora al fianco di autori della fotografia come Pasqualino De Santis, David Watkin, Alex Thomson, Giuseppe Rotunno, Ennio Guarnieri, Leonida Barboni e sarà inoltre assistente operatore e operatore di macchina per film di registi come Luchino Visconti, Ettore Scola, Dino Risi e Liliana Cavani. Alla metà degli anni Settanta debutta come autore della fotografia, lavorando con registi come Alejandro Jodorowsky, Sergej Fëdorovič Bondarčuk, Jerry London (La primavera di Michelangelo, 1990, per il quale ottiene una nomination agli Emmy Awards nella categoria “Best cinematography”), Tinto Brass. Fondamentale il suo incontro con Franco Zeffirelli, per il quale firma la cinematografia de Il giovane Toscanini (1988), dei due film-opera Cavalleria rusticana (1982) e Pagliacci (1982, vincitori di due Emmy Awards). Rilevante è anche la sua collaborazione con Enzo Monteleone, per la cinematografia del film El Alamein – La linea del fuoco (2002, premiata con un David di Donatello e un Globo d’oro alla miglior fotografia). Nel 2004 viene scritturato dalla Touchstone Pictures per la miniserie Empire di John Gray, Kim Manners e Greg Yaitanes. Nel 2015, in Canada, è la volta del film Manhattan Undying, di Babak Payami. Si è dedicato inoltre a documentari e alla regia e alla cura di luci e scenografia per il teatro.

Enrico Bertolino, dopo una laurea in Economia alla Bocconi e una successiva esperienza manageriale nel campo delle risorse umane, esordisce nel 1996 in televisione su Italia 7 con lo spettacolo Seven Show, dopo anni di gavetta cabarettistica. Nel 1997 esordisce su Italia1 con Zelig: Facciamo cabaret e, poco dopo, Ciro, il figlio di Target. Di queste trasmissioni diventerà anche autore e conduttore, fino al 1999, anno in cui passa alla RAI. Da allora numerore le trasmissioni televisive a cui ha partecipato. Relativamente alla sua carriera, ha scritto due libri, partecipato ad alcuni film e commedie teatrali. Nella primavera 2012 torna nella seconda serat a di Rai 3 con il programma Glob Spread. A settembre 2012 Bertolino torna, questa volta affiancato da Miriam Leone, nella seconda serata di Rai2 con Wikitaly – Censimento Italia. Dal punto di vista sociale nel 2004 ha fondato l’Associazione Onlus “Vida a Pititinga” di cui attualmente è socio benemerito che si occupa di progetti per la prima assistenza, l’educazione e la formazione dei giovani e dei bisognosi in genere del villaggio di Pititinga in Brasile.

Francesca Amitrano nasce a Napoli nel 1979. Da sempre appassionata di fotografia, si interessa in un primo momento al reportage, ma le esperienze sul campo durante il G8 a Genova nel 2001 e in Palestina durante la seconda intifada, nel 2002, le fanno cambiare idea e passa dal reportage alle immagini in movimento. Si diploma in fotografia al Centro Sperimentale di Cinematografia con Giuseppe Rotunno nel 2007. La sua formazione continua sul set di Gomorra e con Vilmos Zsigmond alla Budapest Cinematography Master class per poi iniziare la sua carriera nel 2008 come assistente operatore in Francia. E’ Direttore della fotografia sia per il cinema che per la televisione. I lavori più importanti sono i film “La-bas educazione criminale”, di Guido Lombardi, vincitore del “Leone del futuro” alla 68°Mostra del Cinema di Venezia, “Song’ e Napule” dei Manetti Bros. “Pino Daniele – Il tempo resterà”, per la regia Giorgio Verdelli e il documentario di Vincenzo Marra “Il Gemello”, selezionto alle giornate degli autori alla 69° Mostra del Cinema di Venezia. Per la televisione ha girato con la regia dei Manetti Bros due stagioni tv de “Il commissario Rex” e tre stagioni de “L’ispettore Coliandro”. Nel 2017 lavora ancora coi Manetti Bros per Ammore e Malavita , film che sbanca i David di Donatello 2018, che si guadagna anche decine di nomination fra Ciak D’Oro, Globo D’Oro e ai Nastri D’Argento dove Francesca viene candidata per la miglior fotografia. Vince il prestigioso premio Esposimetro D’Oro – Premio Gianni di Venanzo per la fotografia proprio per il film dei Manetti Bros.

Babak Karimi è nato Praga nel 1960 da genitori iraniani. Suo padre, Nosrat Karimi, è un attore, regista e drammaturgo e sua madre, Alam Danai, è un’attrice di teatro e regista. Debutta sul grande schermo all’età di 10 anni, recitando in quello che è considerato il primo film neorealista iraniano, Doroshkechi, diretto e interpretato da suo padre. Nel 1971 si trasferisce in Italia dove studia specializzazione in ripresa e montaggio all’Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione “Roberto Rossellini”, Nel 1991, in collaborazione con la pittrice Mahshid Mussavi, ha fatto distribuire un film iraniano, Bashu il piccolo straniero di Bahram Beyzai, e da quel momento ha svolto un lavoro di interconnessione e promozione tra l’Italia e il cinema iraniano, curando, tra l’altro, il doppiaggio di numerosi film di Abbas Kiarostami, Mohsen Makhmalbaf, Jafar Panahi, Asghar Farhadi. Oltre a diventare consulente per la Biennale Cinema di Venezia del cinema iraniano è stato anche docente di montaggio presso il Centro sperimentale di cinematografia di Roma. Nel 2011 è stato chiamato in patria dall’amico Asghar Farhadi che lo voleva come attore per il suo film Una separazione, un’interpretazione che gli è valsa la vincita dell’Orso d’argento per il miglior attore al festival di Berlino 2011. Il sodalizio con Farhadi continuerà anche con il secondo film del regista, Il passato. In entrambi i casi, Karimi ha curato il doppiaggio e doppiato personalmente in italiano i suoi personaggi. Nel 2016 recita nel film vincitore del Prix du scénario al Festival di Cannes 2016, Il cliente, sempre diretto da Farhadi.