Edizione 2003/2004

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Ettore Mo (Borgomanero, 1º aprile 1932) è un giornalista italiano, tra i più famosi corrispondenti di guerra, inviato speciale del Corriere della Sera. Nel 1962 si presenta al corrispondente da Londra del Corriere della Sera, Piero Ottone, per ottenere un posto come giornalista e viene assunto nella sede londinese del Corriere. Lavora prima a Roma e poi a Milano, dove si occupa di musica e teatro, fino al 1979, quando ottiene il primo incarico come inviato speciale. Il direttore del Corriere, Franco Di Bella, lo manda in Iran, a Teheran, dove era appena tornato dall’esilio ed aveva preso il potere l’Ayatollah Khomeini. Sempre nello stesso anno compie il primo viaggio (di una lunga serie) in Afghanistan, paese per il quale nutre un amore particolare e di cui diventa uno dei massimi conoscitori. Negli anni successivi ritornerà svariate volte in Afghanistan, entrandovi da clandestino e travestito da mujaheddin, percorrendo le sue montagne con ogni mezzo. Ha incontrato ed intervistato più volte Ahmad Shah Massoud, il Leone del Panshir. Ha ricevuto molti riconoscimenti letterari come nel 2006 dove ha vinto il premio “Penna per la pace”.

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Mary Elizabeth Winstead (Rock Mountain, 28 novembre 1984) è un’attrice statunitense. Appassionatasi al ballo e alla recitazione, ha studiato alla Joffrey Ballet School di New York. Il suo primo ruolo lo ebbe nella serie Il tocco di un angelo dove appare come guest-star. Il primo vero ruolo lo ebbe nel film commedia della Walt Disney Productions Sky High – Scuola di superpoteri del 2005, dopo aver fatto da comparsa in The Ring 2. Recentemente l’abbiamo potuta vedere in diversi film horror, tra cui Final Destination 3 del 2006 e Black Christmas – Un Natale rosso sangue. Ha partecipato anche a grandi film, tra cui Bobby del 2006 e Grindhouse – A prova di morte diretto da Quentin Tarantino, dove interpreta Lee. Nel 2007 interpreta Lucy, figlia di John McClane in Die Hard – Vivere o morire, e nel 2008 è la protagonista di Ballare per un sogno. Nel 2010 partecipa al film Scott Pilgrim vs. the World. Nel 2011 è stata protagonista del film horror-fantascientifico The Thing (La Cosa). Quest’anno l’abbiamo potuta vedere nel film Abraham Lincoln: vimpire hunter (La leggenda del cacciatore di vampiri).

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Mohsen Makhmalbaf (Teheran, 29 maggio 1957) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e montatore iraniano. Attivista politico islamico, sconta quattro anni di prigione per la sua opposizione al regime dello scià Reza Pahlevi. A partire dal 1981 scrive romanzi e racconti e l’anno successivo gira il suo primo film, Nassouh le Répétant. Nel 1988 recita un episodio realmente accaduto nella sua vita nel film Close-Up di Abbas Kiarostami. Dirige una quindicina di lungometraggi che vincono numerosi premi internazionali, tra cui L’ambulante (1987), Il ciclista (1989), Salam Cinema (1995), Pane e fiore (1996), Il silenzio (1998, girato in Tagikistan per aggirare la censura iraniana), Viaggio a Kandahar (2001). È il padre della regista Samira Makhmalbaf.

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Nicola Piovani è nato il 26 maggio 1946 a Roma, dove ha sempre vissuto e lavorato. Di mestiere fa il  musicista (pianista, direttore d’orchestra, compositore di musica per il cinema e il teatro, di canzoni, di musica da camera e sinfonica). Diplomato in pianoforte al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, fra i maestri che l’hanno avviato alla composizione ha avuto il greco Manos Hadjidakis. Risale al 1968 la sua prima musica per immagine, scritta per i cinegiornali sul movimento studentesco della facoltà di Filosofia di Roma che Piovani frequentava. L’anno successivo, compone la sua prima musica per un lungometraggio: N.P. Il segreto di Silvano Agosti. Piovani scriverà musica per più di centocinquanta film collaborando fra gli altri con Fellini, Bellocchio, Monicelli, i Taviani, Moretti, Tornatore, Benigni. Fuori d’Italia ha lavorato con i registi Ben Von Verbong, Pál Gábor, Dusan Makavejev, Bigas Luna, Jos Stelling, John Irvin, Sergej Bodrov, Éric-Emmanuel Schmitt, Philippe Lioret, Danièle Thompson, Xavier Durringer.

Nel 1999, con la musica di La vita è bella Piovani vince il premio Oscar. Tra gli altri premi che ha ricevuto si segnalano tre David di Donatello, quattro premi Colonna Sonora, tre Nastri d’argento, due Ciak d’oro. Ha ottenuto due nomination ai César, e al festival Musique et Cinéma di Auxerre ha guadagnato il premio del pubblico e la menzione speciale della giuria. Negli anni Settanta ha musicato con Fabrizio De André gli album Non al denaro, non all’amore né al cielo e Storia di un impiegato.

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Ottavia Piccolo (Bolzano, 9 ottobre 1949) è una doppiatrice e attrice italiana di cinema e teatro.

Nata a Bolzano nel 1949, inizia giovanissima a calcare il palcoscenico: a 10 anni è Helen, la protagonista di Anna dei miracoli di William Gibson per la regia di Luigi Squarzina. Approfondisce la sua formazione artistica comparendo in televisione ne Le notti bianche di Dostoevskij. Anche l’esordio cinematografico è importante: sarà una delle figlie del Principe di Salina ne Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963).

Nel 1964 conosce Giorgio Strehler, che la dirige ne Le baruffe chiozzotte e più tardi nel Re Lear shakespeariano. Altri suoi maestri saranno per il teatro Luca Ronconi (Orlando furioso) e per il cinema Mauro Bolognini (Madamigella di Maupin). Nel Metello di quest’ultimo la sua prova fu tale da meritare il premio per la miglior interpretazione femminile al festival di Cannes  e il Nastro d’Argento alla migliore attrice protagonista (1971). Dalla metà degli anni settanta si concentrerà soprattutto sul teatro di Shakespeare, Pirandello, Alfieri e Hofmannsthal; ma sarà più nota al grande pubblico per l’apparizione in numerosi sceneggiati televisivi, soprattutto tratti da testi classici della letteratura mondiale: tra tutti, Il mulino del Po e La coscienza di Zeno con la regia di Sandro Bolchi, e La Certosa di Parma, con la regia di Bolognini.

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Pat O’Connor, nato nel 1943 a Ardmore, nella contea di Waterford, è un regista irlandese. Il debutto (Cal, 1984) è all’insegna di una raffinata indagine psicologica. Sottile e profondo nella solida regia del successivo Un mese in campagna (1987). Dirige poi due film in USA: Un gentleman a New York (1988) e Un detective… particolare (1989). Torna a casa, anche tematicamente, dapprima con La casa del destino (1990), poi con una ritrovata abilità descrittiva di ambienti e sentimenti  Amiche (1995) e Ballando a Lughnasa (1998). Di nuovo oltreoceano, con Sweet November – Dolce novembre (2001).

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Samira Makhmalbaf (Teheran, 15 febbraio 1980) è una regista iraniana, figlia dello scrittore e regista Mohsen Makhmalbaf. Samira Makhmalbaf appartiene al movimento New wave del cinema iraniano. All’età di sette anni, ha recitato nel film del padre Mohsen Makhmalbaf Il ciclista.  A  partire dall’età di 17 anni ha dapprima diretto due produzioni video, per poi dirigere il film La mela. Un anno dopo, la diciottenne regista è diventata la più giovane del mondo a partecipare alla sezione ufficiale del Festival di Cannes, nel 1998. Nel 1999, Samira completa il suo secondo lungometraggio, intitolato Lavagne e per la seconda volta partecipa alla sezione in gara a Cannes sempre come più giovane regista della manifestazione nel 2000, vincendo il premio della giuria. Samira successivamente ha diretto un altro film mentre viveva a Kabul, dal titolo Alle cinque della sera. Il suo successivo lavoro, Two-Legged Horse, basato su un lavoro letterario del padre Mohsen, è stato girato in Afghanistan. Nel 2003, una giuria di critici del quotidiano britannico The Guardian ha nominato Makhmalbaf tra i migliori quaranta registi attualmente in attività. Tra i vari riconoscimenti internazionali ne ha ricevuti due dall’UNESCO: il “Federico Fellini Medal” e il “Special cultural Prize” entrambi nel 2000.

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Vassilis Vassilikos (Thassos, 18 novembre 1934) è uno scrittore greco. Tra le opere più famose di Vassilikos vi è il romanzo Z (1967), che ha avuto in seguito anche una trasposizione cinematografica (Z – L’orgia del potere, 1969). Il romanzo venne tradotto in 32 lingue. Fra le altre sue produzioni, “Il racconto di Giasone” (1953, romanzo d’esordio), “Vittime della pace” (1956), “Mitologia dell’America” (1964), “Fuori dalle mura” (1966), “Trilogia” (1968), “Fotografia” (1969), “Cronaca di Z” (1971), “Il fucile ad arpione” (1973) e “Una storia d’amore”. In Italia, nel 2003 è apparsa una raccolta di poesie, Poesie dall’esilio, con testo greco a fronte. Inoltre dal 1996 è stato ambasciatore greco dell’UNESCO.