Edizione 1997/1998

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Angelo Branduardi nasce nel 1950 a Cuggiono, piccolo paese della campagna vicino a Milano, si trasferisce presto con la famiglia a Genova. Qui, presso il Conservatorio Niccolò Paganini, comincia a studiare violino, conseguendo il diploma in giovane età ed esordendo come solista con l’orchestra del Conservatorio. Ma è a Milano che, frequentando anche la facoltà di Filosofia, inizia a suonare la chitarra e a comporre musicando sia i suoi primi tentativi poetici sia i poemi dei suoi autori preferiti: “Confessioni di un malandrino” del poeta russo Esenin, una delle sue canzoni più famose, risale a quel periodo. Il 1974 è l’anno del suo debutto discografico con l’album Angelo Branduardi, arrangiato da Paul Buckmaster. Un disco che mette in evidenza la poeticità dei suoi testi e la sobrietà dei suoi arrangiamenti, quasi esclusivamente acustici. L’anno successivo il musicista lombardo realizza il suo secondo album, La luna, in collaborazione con un nome di punta della musica italiana: Maurizio Fabrizio. Gli elogi al disco, però, restano confinati in una stretta cerchia di ammiratori e di critici.

Il primo grande successo arriva così nel 1976 con l’album Alla fiera dell’Est, che si aggiudica subito il Premio della Critica Discografica. Il lavoro, sempre rigorosamente acustico, con chitarre e violini in primo piano, si ispira alle favole popolari di tutto il mondo: dalla filastrocca ebraica di “Alla Fiera dell’Est” (destinata a diventare un classico della musica italiana), alla tradizione celtica de “La serie dei numeri”, alla poesia tedesca di “Sotto il tiglio”.

costanzo

Maurizio Costanzo, nato a Roma il 28 agosto 1938, frequenta il liceo classico “Giulio Cesare” della stessa capitale. Terminato il liceo e diplomatosi, non si iscrive all’università per continuare i suoi studi e laurearsi, bensì, come era il suo sogno e la sua ambizione, nel 1956 inizia giovanissimo la sua carriera di giornalista e, solo pochi anni più tardi, di autore radiofonico e televisivo di successo. A partire dalla fine degli anni settanta, è ideatore e conduttore di numerosi spettacoli televisivi improntati ad un genere allora agli albori, quello del talk-show: Bontà loro (1976/1978), Grand’Italia (1979/1980) e Fascination (1984). Queste esperienze lo portano a realizzare il suo spettacolo televisivo più famoso, celebrato e longevo, il Maurizio Costanzo Show (1982/2009), talk show, registrato al Teatro Parioli di Roma, di cui Costanzo è diventato anche direttore artistico dal 1988.

Costanzo è stato autore di diverse opere teatrali, dopo aver collaborato ad un primo progetto scritto del film Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini, partecipa alla sceneggiatura di molti altri film, quattro dei quali diretti da Pupi Avati.

La poliedricità di Costanzo si manifesta anche in alcune sue trasmissioni televisive a carattere maggiormente “nazional-popolare” come il programma domenicale Buona Domenica. Nel 2004 pubblica un libro edito da Mondadori, dove parla di alcuni suoi segreti. Inoltre lottò apertamente contro la mafia sicché fu il bersaglio di un attentato dove per fortuna ne è uscito inleso.

nichetti

Maurizio Nichetti dopo il liceo scientifico si iscrive ad architettura e si laurea nel 1975. Nel frattempo inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo. Inizia nel 1971 a lavorare come sceneggiatore per la Bruno Bozzetto Film mentre, presso il Piccolo Teatro, nel quale lavora anche come attore, frequenta anche un corso di mimo tenuto da un’allieva di Etienne Decroux. Fa parte del gruppo teatrale Quelli di Grock, in cui perfeziona l’attitudine mimica e surreale che caratterizzerà la sua carriera artistica.

Nel 1979 il suo primo film, Ratataplan, ottiene un successo a livello nazionale, permettendogli di iniziare la sua carriera di attore-regista. È stato chiamato “il Woody Allen italiano”. Seguiranno altri successi quali: Domani si balla! (1983), Il Bi e il Ba (1986), Ladri di saponette (1989), Volere volare (1991), Stefano Quantestorie (1993), Palla di neve (1995), Luna e l’altra (1996), Honolulu Baby (2001) e alcuni film per la tv.

Nella stagione 1984-85 dirige e conduce il varietà Quo vadiz? su Retequattro, con Sydne Rome, e nel 1985-’86 conduce su Raiuno la trasmissione televisiva per ragazzi Pista! con la partecipazione della Banda Osiris. Nel 1998 è membro della giuria del Festival internazionale del Cinema di Berlino e nel 1999 di quella del Festival di Cannes. Dal 2004 al 2010 ha diretto il Festival internazionale film della montagna di Trento. Nel 2011 si cimenta anche nella regia teatrale nello spettacolo La verità con Massimo Dapporto e Antonella Elia.

toscani

Oliviero Toscani è conosciuto internazionalmente come pubblicitario dietro i più famosi giornali e marchi del mondo, creatore di immagini corporate e campagne pubblicitarie per Esprit, Chanel, Fiorucci, Prénatal. Come fotografo di moda ha collaborato e collabora tuttora per i giornali Elle, Vogue, GQ, Harper’s Bazaar, Esquire, Stern.

Dal 1982 al 2000, si è occupato della pubblicità della Benetton, sviluppando anche la sua presenza online; ha creato anche Playlife, ramo sportivo della Benetton.

Nel 1990, ha fondato il giornale Colors. Nel 1993, ha fondato “Fabrica”, centro internazionale per le arti e la ricerca della comunicazione moderna, la cui sede è stata progettata dall’architetto giapponese Tadao Ando. “Fabrica” ha prodotto progetti editoriali, libri, programmi televisivi, mostre ed esposizioni per: ONU, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, la Repubblica, Arte, Mtv, Rai, Mediaset, e film che hanno vinto tre premi della giuria a Cannes e al Festival del Cinema di Venezia.

Il lavoro di Toscani è stato esposto alla Biennale di Venezia, a San Paolo del Brasile, alla Triennale di Milano, e nei musei d’arte moderna di Mexico City, Helsinky, Roma, Lausanne, Francoforte, e in un paio di dozzine d’altri musei nel mondo. Ha anche vinto numerosi premi come quattro Leone d’Oro al Festival internazionale della pubblicità di Cannes, il Gran Premio dell’UNESCO, due volte il Gran Premio d’Affichage, l’Infinity Awards per la Applied Photography del 1992, e numerosi premi degli Art Directors Club di New York, Tokyo e Milano. Toscani ha insegnato comunicazione visiva in due università e ha scritto tre libri sulla comunicazione.

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Toni Capuozzo, nato da padre napoletano e madre triestina a Palmanova, ha vissuto per un anno a Cervignano del Friuli, dove risiedeva la famiglia all’epoca.

Consegue la maturità classica presso il Regio Liceo-Ginnasio Jacopo Stellini di Udine; si laurea in sociologia all’Università di Trento. Inizia l’attività di giornalista nel 1979, lavorando a Lotta Continua, per la quale segue l’America Latina, e diviene professionista nel 1983. Dopo la chiusura di Lotta Continua scrive per il quotidiano Reporter e per i periodici Panorama Mese ed Epoca. Durante la Guerra delle Falkland (1982) ottiene un’intervista esclusiva al grande scrittore Jorge Luis Borges.

Successivamente, si occupa di mafia per il programma Mixer di Giovanni Minoli. È inviato per la trasmissione L’istruttoria. In seguito, collabora con alcune testate giornalistiche del gruppo editoriale Mediaset (TG4, TG5, Studio Aperto), seguendo in particolare le guerre nell’ex Jugoslavia, i conflitti in Somalia, in Medio Oriente e in Afghanistan.

Vicedirettore del TG5, dal 2001 cura e conduce Terra!, il settimanale del TG5.

Attualmente tiene due rubriche sulla carta stampata: una sul quotidiano Il Foglio e una su Riders.